Un pugno di ordini esecutivi firmati da Trump nel giorno dell’insediamento segna una svolta durissima sull’immigrazione, tema cardine della sua campagna e cavallo di battaglia della destra globale. Alcune misure riprendono provvedimenti del primo mandato, altre sono nuove e ancora più radicali.
Sul piano simbolico l’immigrazione è rappresentata come emergenza esistenziale: la nazione è assediata da «invasori» che solo un presidente inflessibile può fermare.
Sul piano politico, la lotta allo straniero diventa il perno di un disegno più ampio: alimentare paura e risentimento per unire il popolo contro un nemico esterno, ma già penetrato all’interno del paese, protetto da reti etniche, intellettuali multiculturalisti e attivisti sociali. Al tempo stesso, si punta a rafforzare l’esecutivo che si erge a scudo del popolo e marginalizzare la magistratura che contesta le misure di contrasto ritenute incostituzionali. Infine, la dimensione internazionale: la questione migratoria viene usata per delegittimare le regole di protezione umanitaria e dividere gli alleati occidentali lungo nuove faglie ideologiche e securitarie.
Le misure adottate ridefiniscono la cittadinanza come privilegio, di fatto abolendo lo ius soli e negando appartenenza a intere comunità. L’immigrato è assimilato a criminali e terroristi, motore di una «criminalità importata» da reprimere con punizioni esemplari, fino alla pena di morte, mentre lo stato d’emergenza al confine giustifica militarizzazione, deportazioni di massa e uso dell’esercito anche nei centri urbani. Intanto l’argomento securitario si intreccia con quello economico: difendere l’«onesto contribuente» dall’onere dell’accoglienza. Ne risulta una sindrome nativista che rovescia il mito dell’America come terra d’accoglienza sostituendolo con un nazionalismo esclusivo il cui slogan è «l’America agli americani». Il tema migratorio diventa così banco di prova di una torsione autoritaria, con il potere esecutivo che si presenta come baluardo contro l’altro e contro le istituzioni liberali e le filosofie multiculturali che lo proteggono.
